Autori
Vari
L'EUROPA
DI FRONTE ALL'OCCIDENTE
La presentazione del volume che raccoglie i testi delle relazioni e Comunicazioni effettuate durante il 1° Corso dell’Università d’Estate di San Marino rappresenta da un lato un modo non retorico e formale di esprimere la nostra gratitudine a tutti coloro che hanno dato corpo e cuore all’intuizione originaria che ha donato la vita a questa iniziativa, e nello stesso tempo costituisce il momento d’elezione per un primo bilancio sia dell’iniziativa che dei suoi primi risultati scientifici.
Il primo bilancio si presenta immediatamente in termini lusinghieri: già dal suo primo Corso, a dispetto dei costi che solitamente il noviziato impone, l’Università d’Estate di San Marino si è presentata nel migliore dei modi: rivelatasi adeguata sia la formula del corso intensivo, con i suoi spazi informali e comunitari atti a favorire la mutua conoscenza tra gli Iscritti, sia la focalizzazione del tema sulle radici storiche, culturali e spirituali dell’Europa, proprio questo volume costituisce la miglior conferma dell’elevato livello che il Corso ha mantenuto per tutte le tre giornate del suo svolgimento.
Gli eventi di quest’ultimo anno ci hanno infatti abituato a sentire parlare di integrazione europea nell’ambito della discussione economica; in maniera sin troppo schematica, l’Europa è divenuta per il pubblico di lingua italiana una mera etichetta che ricopre un contenuto ormai consueto, fatto di inasprimenti fiscali e tributari. Che non esista miglior modo di far odiare al largo pubblico l’Europa appare chiaro ad ognuno.
Eppure, correttamente parlando, l’Europa precede e fonda il processo di integrazione che dovrebbe portare verso crescenti forme di unione gli Stati che oggigiorno la compongono; in Europa, cioè, non ci si può entrare: o ci si è per eredità e diritto storico, culturale e spirituale ad esser parte della sua identità profonda (certamente aperta e dinamica, ma tuttavia riconoscibile secondo valori ad essa propri), oppure non si può elevare l’adempimento di una serie di parametri economici come biglietto d’ingresso. Un biglietto inoltre che lascia fuori dalla porta di un’Europa semivirtuale non solo alcuni Stati che ne costituiscono parte integrante (come la Svizzera e la Norvegia, per non parlare dei Paesi baltici e dell’est europeo), ma anche i piccoli Stati d’Europa, certamente più poveri nel PIL ma altrettanto sicuramente più ricchi in storia, memoria e identità di molti grandi Stati europei e che nella progettata Europa unita non avrebbero diritto di cittadinanza, e quindi un dubbio diritto all’esistenza.
In pratica, l’Europa appare una cosa troppo seria per farla fare solamente agli economisti, sovente prigionieri della pericolosa utopia della globalizzazione, contraria agli interessi europei come contraria agli interessi di tutti i popoli della Terra.
L’Europa appartiene ovviamente in primo luogo agli Europei, ed è indissolubile dalla sinfonia di diversità e articolazioni che ogni popolo europeo (e alcuni altri che da terre più lontane sono venuti nel tempo a far parte di questa complessità) ha costruito nel tempo; questa sinfonia rappresenta un bene di cui ogni ogni cittadino europeo deve riappropriarsi.
Ecco quindi perchè nella confezione di questo Volume abbiamo voluto seguire, in un ordine leggermente differente da quello osservato durante il Corso, un ordinamento cronologico dei diversi contributi. La complessità che è l’Europa svela meglio il suo volto autentico e la struttura profonda dei suoi valori fondamentali all’interno del percorso storico che l’ha generata e le diverse tappe di questo cammino, ovvero i diversi contributi qui riuniti, introdurranno il lettore in un mondo affascinante e assai poco conosciuto: il mondo della sua stessa identità storica, culturale e spirituale, a titolo di un preciso invito a riappropriarsene, fino in fondo.
Adolfo Morganti