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    LO SPECCHIO DELL'EUROPA. Immagine ed immaginario di un continente


 Mentre il cammino del continente europeo verso la sua integrazione non solo economica, ma anche culturale, sociale e politica, sembra rallentare e quasi fermarsi sotto l’urto di tragedie epocali come la guerra nell’ex-Jugoslavia e le contrapposizioni etniche, linguistiche e persino religiose che esse non solo resuscitano, ma talvolta provocano, continuare a scommettere vigorosamente sulla necessità di questa integrazione organica, che non si accontenti cioè di ridursi a semplice conglomerato di lobbies economiche, richiede un lucido coraggio e la capacità di operare concretamente, quotidianamente, per incarnare nella storia del terzo millennio un sogno – quello dell’Europa unita – che sempre più si presenta come una necessità storica.
Necessità che emerge da una lettura appena approfondita dei fatti stessi: di fronte alla spinta di forze dissolutrici che, allo scopo di vanificare la prospettiva concreta di una crescente unione tra i paesi di tutt’Europa, hanno operato e continueranno ad operare per riaprire vecchie ferite, per provocarne di nuove, per attizzare nuovi conflitti e rivivificarne di antichi, per mantenere le zone calde del nostro continente in uno stato costante di tensione sociale ed etnica, col trasparente obiettivo di replicare in Europa quella strategia della "piaga sanguinante" già adottata con tragico successo nei decenni scorsi in altri continenti, appare in effetti sempre più necessario che l’Europa tutta, dall’Atlantico agli Urali, si faccia carico del proprio destino: ancora prima di esistere come soggetto politico unitario, sembra di poter constatare che l’Europa unita non suscita solamente entusiasmi, ma crea soprattutto timori.
Alla fine del secolo non mancano all’Europa gli strumenti per divenire soggetto economico, campo in cui è già un gigante; ma questo gigante è un immemore culturale, ed un nano politico, e questi due aspetti non sono collegati per caso; inoltre – e si è trattato di una scommessa che solo le peripezie della moneta unica europea delle ultime settimane hanno consentito di dare per vinta – la fragilità culturale e la gracilità politica sono di per sé in grado di creare crescenti difficoltà ad una forza economica che, nella misura in cui si affiderà totalitariamente alle leggi di un "mercato" globale, tenderà a svuotarsi e a consegnarsi, polsi e caviglie legati, nelle mani di meccanismi planetari incontrollabili, del tutto dannosi per gli interessi europei.
Alla forza economica del continente europeo necessita quindi una nuova coscienza del proprio ruolo storico; questa coscienza possiede un versante rivolto al passato – la conoscenza dell’identità europea – ed uno rivolto al futuro, un ruolo politico ancora largamente da accennare. E come nelle statue di Giano, nessuno di questi versanti è separabile dall’altro.
In sintesi, i fatti dell’attualità più scottante confermano la bontà delle preoccupazioni dei molti che in mezzo ai facili entusiasmi per la nascita della moneta unica europea sottolineavano come all’Europa mancassero ancora molti organi e parti vitali perché potesse dirsi una comunità vivente a tutti gli effetti. E nello stesso tempo confermano la necessità assoluta del lavoro di riscoperta delle radici storiche, culturali, spirituali dell’Europa, che nella loro armonia plurale disegnano comunque un’identità continentale di fronte alla quale è necessario prender posizione. Molti, come chi scrive, la considerano un bene fondamentale, senza la quale nessuna unità autentica è e sarà possibile.
L’Università d’Estate di San Marino è nata nel 1996 proprio per contribuire tangibilmente a questa riscoperta delle comuni radici dell’Europa. Il presente Volume, che raccoglie gli Atti del 3° Corso svoltosi a San Marino nel luglio 1998 sul tema L’immagine e l’immaginario dell’Europa, costituisce un ulteriore strumento e testimonianza del lavoro fatto. Grazie alla collaborazione di un qualificato pool di docenti universitari, provenienti da tre paesi europei, e di un serrato dibattito che ha coinvolto per i tre giorni del corso tutti gli Iscritti ed i Borsisti, si tratta di materiale volutamente concepito per stimolare, provocare e muovere le coscienze attorno ai nodi cruciali della storia europea, senza deformazioni ideologiche e senza semplificazioni artificiose.
Dopo i primi due dedicati rispettivamente a L’Europa di fronte all’occidente e Europa dei popoli, Europa dei mercati, questo terzo volume è centrato particolarmente sull’immagine che l’Europa ha costruito di sé nel corso dei secoli, e sull’immaginario che da ciò ne è scaturito: una dimensione di grande importanza storica (che ha direttamente influenzato l’arte, la letteratura, la spiritualità del continente europeo), ma anche contemporanea, che ad esempio si trova alle spalle delle aspettative degli europei di fronte al processo di integrazione continentale. Ne emerge, alla fine, un ritratto di un continente aperto e dinamico, che sia nei periodi di pace che attraverso il conflitto ha saputo mantenere costanti relazioni e profondi interscambi con tutti i popoli circonvicini, ed ha sviluppato una rappresentazione della propria identità articolata e plurale. Una lezione, quest’ultima, di indiscussa e stimolante attualità.
Dulcis in fundo, alcuni sentiti ringraziamenti: in primo luogo alle Segreterie di Stato per gli Istituti Culturali e per il Turismo della Repubblica di San Marino, che da anni sostengono lo sforzo dell’Università d’Estate; poi, a tutti i Docenti, che con la propria disponibilità e sovente il proprio sacrificio hanno garantito il livello scientifico dei Corsi; agli Iscritti ed ai Borsisti, protagonisti diretti di un’avventura culturale che senza di loro non avrebbe senso.

San Marino, giugno 1999
Adolfo Morganti